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L’agricoltura in estate L’agricoltura in estate
Profumo di fieno e tempo di maturazione

Profumo di fieno e tempo di maturazione

Con le lunghe giornate estive, per i contadini dell’Alto Adige inizia un periodo di intenso lavoro.

Con l’allungarsi delle giornate e l’arrivo del caldo, per i contadini dell’Alto Adige inizia un periodo di intenso lavoro.

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Frutticoltori, viticoltori e allevatori svolgono in estate attività molto diverse tra loro. Per tutti, però, la stagione calda offre condizioni ideali per il lavoro agricolo. Il periodo più intenso è quello degli allevatori, impegnati soprattutto nella fienagione.

 

Il lavoro dell’allevatore

Con le prime calde giornate estive, nei masi di montagna dell’Alto Adige inizia una delle fasi più impegnative dell’anno: la fienagione. A seconda dell’altitudine, il primo taglio comincia già a metà maggio oppure più avanti e prosegue fino alla fine di giugno. I verdi prati si trasformano in luoghi di lavoro brulicanti di attività. Dopo lo sfalcio, l’erba rimane inizialmente sul prato, dove il sole e il vento eliminano a poco a poco l’umidità. Per farla essiccare in modo uniforme, viene rivoltata più volte. Solo quando è completamente asciutta, il fieno viene raccolto con il carro autocaricante e riposto al sicuro nel fienile, dove costituirà una preziosa scorta di foraggio per l’inverno.

Oggi i moderni macchinari facilitano molte fasi di lavoro, ma sui ripidi pendii dell’Alto Adige è spesso ancora indispensabile il lavoro manuale. Qui l’erba viene tagliata a mano con speciali motofalciatrici e trasportata con l’aiuto di argani a fune o di altri strumenti. In queste zone, esperienza, resistenza fisica e lavoro di squadra sono fondamentali. Con il primo raccolto, tuttavia, il lavoro è tutt’altro che concluso: a luglio segue il secondo taglio, chiamato in dialetto locale  "Groamet". Verso la fine di agosto è invece il momento del terzo sfalcio, il cosiddetto "Pofl". Il numero di tagli possibili durante l’estate dipende soprattutto dall’altitudine: mentre i prati in quota consentono spesso soltanto due raccolti, nelle zone più basse e in condizioni favorevoli si può arrivare anche a quattro sfalci.

Ma le attività non finiscono qui: all’inizio dell’estate i contadini di montagna si occupano anche della manutenzione delle malghe, riparando le recinzioni e liberando i pascoli da rami e arbusti. A metà giugno, gli animali giovani possono salire all’alpeggio, dove trascorrono tutta l’estate all’aria aperta, circondati dall’erba dei pascoli alpini. Le mucche da latte, invece, rimangono nella stalla e, come nel resto dell’anno, vengono munte due volte al giorno. Con i fiori di sambuco e dalla profumata menta piperita dell’orto si preparano deliziosi sciroppi, mentre è anche il momento di estrarre il miele dai favi. Non manca il lavoro nemmeno nell’orto e in giardino, che in questo periodo regalano raccolti particolarmente abbondanti.

Il lavoro del frutticoltore

I mesi estivi riservano numerose sfide ai coltivatori di mele. Per assicurarsi un raccolto abbondante, devono dedicarsi alla cura degli alberi e dei frutti. L’estate è infatti il periodo della crescita: occorre garantire alle piante un apporto sufficiente di sostanze nutritive e creare le condizioni ideali per una maturazione ottimale dei frutti. All’inizio dell’estate, quando le mele sono ancora piccole, si procede al diradamento manuale dei frutti, un’operazione che nei masi frutticoli dell’Alto Adige viene tradizionalmente chiamata "zupfen". In questo modo, le mele che rimangono sull’albero hanno spazio e nutrimento sufficienti per crescere e svilupparsi al meglio.

Un altro aspetto fondamentale del lavoro estivo è l’irrigazione. Con l’aumento delle temperature, il terreno si asciuga più rapidamente ed è quindi essenziale assicurare agli alberi un apporto d’acqua adeguato. Grande attenzione richiedono anche la prevenzione e il contenimento di parassiti e malattie. L’estate è il periodo di massima presenza di numerosi insetti e funghi che possono danneggiare i meli. I frutticoltori devono quindi controllare regolarmente le piante, individuare tempestivamente eventuali problemi e adottare le misure necessarie. Ad agosto arriva infine il momento tanto atteso: le prime varietà di mele, come la Gala, vengono raccolte a mano. Anche gli altri alberi dei masi sono carichi di frutti. Ciliegie, albicocche e pesche vengono raccolte fresche dalle contadine e trasformate in deliziose confetture.

Il lavoro del viticoltore

I viticoltori devono attendere ancora un po’ prima della vendemmia. Nel frattempo, è importante evitare che il fogliame ombreggi eccessivamente i germogli. Tra metà aprile e la fine di giugno si svolgono quindi diversi interventi sul fogliame, conosciuti in Alto Adige con il termine dialettale "Schabing". Si tratta di un lavoro eseguito in gran parte a mano, con l’obiettivo di arieggiare la chioma della vite. In questo modo, i grappoli ricevono più luce e aria e risultano maggiormente protetti dalle malattie. Allo stesso tempo, la vite può concentrare le proprie energie sullo sviluppo dei frutti.

Per tutta l’estate, il viticoltore controlla regolarmente le piante, sistema i tralci sui fili di sostegno e rimuove le parti verdi in eccesso tra i filari, affinché non sottraggano troppa acqua alle viti. Verso la fine di giugno ha inizio la fioritura. In questo periodo i viticoltori sperano in condizioni meteorologiche favorevoli, poiché le infiorescenze non tollerano piogge troppo abbondanti. Da metà luglio, gli acini iniziano lentamente a svilupparsi e a formare i grappoli. Il lavoro sulle foglie, tuttavia, prosegue. Sotto il caldo sole dell’inizio dell’estate, il fogliame è cresciuto rigogliosamente ed è quindi il momento di riportare ordine tra i filari. Alla fine di agosto prende infine il via la vendemmia.