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Agriturismo a Marebbe

Agriturismo a Marebbe - appartamenti e camere in Alto Adige

ai masi ▼
Nella culla della cultura ladina, durante una vacanza in agriturismo a Marebbe potrete conoscere tradizioni sempre vive e ammirare emozionanti spettacoli naturali.

Marebbe, in ladino Mareo, è uno dei cinque comuni ladini della Val Badia. I suoi abitanti sono, per la quasi totalità, di madrelingua ladina. Il comune di Marebbe, detto la "porta della Val Badia", comprende le quattro frazioni di Pieve di Marebbe, San Vigilio, Rina e Longega, ognuna caratterizzata da una propria specifica identità. Longega, conta solo 60 abitanti e il suo nome in ladino significa "tra le acque". La frazione si trova infatti alla confluenza del Rio di San Vigilio e del Rio Gadera, ed è la prima località che si incontra entrando nella valle. Pieve di Marebbe è vocata all'agricoltura e sono molti i masi contadini antichi come il centro della città. Rina è un tipico villaggio di montagna, abbarbicato su un pendio, che vede tutti i principali edifici costruiti attorno alla chiesa. San Vigilio, che è anche la sede comunale, vive prevalentemente di turismo. Il comune di Marebbe, per estensione il più grande della Val Badia, si trova ai margini del Parco naturale Fanes-Senes-Braies.

Vacanze in agriturismo a Marebbe: mangiate ladino?
Marebbe è ritenuta la culla della cultura ladina. Ovunque i Ladini si trovino sparsi nel mondo, essi rimangono sempre strettamente legati alla loro valle e alle loro tradizioni. Una lingua propria offre, poi, alla cultura ladina una sua particolare indipendenza. Ma non preoccupatevi, non c'è bisogno di parlare ladino per vivere le tradizioni di questa terra e tanto meno per comprendere i sapori della cucina ladina. Quelli che in italiano potremmo chiamare “ravioli fritti”, i ladini li chiamano Turtres. Più facile a mangiarsi... che a dirsi! Al momento di ordinare, comunque, riceverete tutte le spiegazioni che vi servono per apprezzare i gustosi piatti tipici. Molti delle ricette appartengono alla sola tradizione culinaria ladina e non hanno riscontro in quella altoatesina. Come molte altre valli alpine, anche la Val Badia ha sviluppato la propria cucina basandosi sugli ingredienti di cui poteva rifornirsi e in particolare sui prodotti locali. Nelle Dolomiti, infatti, poteva essere raccolto solo ciò che il terreno produceva nel breve periodo favorevole, prima che si facesse avanti il lungo inverno. Il pane veniva cotto solo due volte l'anno e poi essiccato, in modo che non ammuffisse. La carne fresca era merce rara. I maiali venivano uccisi solo una volta all'anno, solitamente prima di Natale. La carne veniva salata, affumicati ed essiccata, in modo che pancetta e salsicce potessero essere conservate per alcuni mesi o più.

Una vacanza in appartamento a Marebbe: lontani dalla noia, in mezzo alla natura
L'Alpe di Fanes e quella di Senes sono l'ideale tanto per l'escursionismo, quanto per una pedalata in mountain bike lungo il noto Giro del Fanes-Senes, ed offrono una splendida vista sulle Dolomiti. A San Vigilio, il centro visite del parco naturale è dedicato alla flora e alla fauna di questa meravigliosa area protetta. Proprio da San Vigilio, Marebbe è collegata all'area sciistica di Plan de Corones. Dal versante di San Vigilio, la “montagna di casa” di Brunico offre piste di tutti i livelli. Tra queste, ce n'è una che attirerà l'attenzione dei più allenati e temerari, che in ladino si chiama “la ripida”: la Erta, una delle “Black Five” dell'area sciistica di Plan de Corones.

La Giovanna d'Arco tirolese
San Vigilio è il luogo di nascita della patriota tirolese Katharina Lanz, passata alla storia come “la Fanciulla di Spinga". La donna si recò a Rio di Pusteria, appunto nella frazione di Spinga, per imparare il tedesco, lavorando come domestica in casa di contadini. Nel 1797, Katharina combattè a fianco della compagnia dei fucilieri della Valle dell'Inn contro le truppe di Napoleone. A quanto si racconta, la donna deviò l'avanzata dei nemici con un forcone da paglia, standosene in cima al muro del locale cimitero. Al termine delle guerre napoleoniche, l'impavida badiota ritornò a casa, non facendo parola di quanto aveva vissuto. Oggi, la ricordano una statua nella piazza di San Vigilio e una vetrata della chiesa di Spinga, le quali, secondo la tradizione, la rappresentano mentre brandisce un forcone.

Tre buoni motivi per passare una vacanza a Marebbe:

Appartamenti e camere